Aquel qui mangiavo i chireise

Aquel qui mangiavo i chireise

C’era un ragazzo che saltava il cancello e andava sempre a mangiare le ciliegie di un signore.
Il padrone della pianta ha detto: “Aspetta me! Ieri sera c’erano tutte e adesso non ce n’è più!”

Non è andato a dormire. C’era la luna piena. 
Il ragazzo è arrivato, è salito sulla ciliegia e mangiava.

L’uomo si è messo un lenzuolo sulle spalle, è andato giù nel prato dove c’era il ciliegio e diceva: “Cand’ erou viou, mangiavou e beiviu, eiro che siou mort faou penitenso a te l’ort!”
Il ragazzo ha guardato giù e ha visto quel fantasma.

Il fantasma continuava, “Cand’ erou viou, mangiavou e beiviou, eiro che siou mort faou penitenso a te l’ort! E tu animo derriero, ciapo achel che l’ei ans la chirisiero. E poi truc e trac campelou mac an tel sac”. 

Allora adesso ha detto: “Come faccio a scendere?”
A scendere, c’era il fantasma che parlava, e quel fantasma continuava:
Cand’ erou viou, mangiavou e beiviou, eiro che siou mort faou penitenso a te l’ort!

Allora la paura l’ha preso, non scendeva perché avevo troppa paura.
Poi è saltato e lesto è scappato via. È partito e quell’altro a ridere, perché non era morto!

“Se un’altra sera, viene di nuovo, ci penso io!”
Ma da quella sera le ciliegie sono sempre state sulla pianta.
E lui rideva, diceva: “Non viene più…quello che hai mangiato, hai mangiato, adesso me le mangio io”. 

2 pensieri riguardo “Aquel qui mangiavo i chireise”

Rispondi