Ninìn

La storia di Ninin comincia al minuto

Testimone: Anna Rovera nata a Dronero il 27/02/1909, morta a Bra nel maggio del 2002
Intervistatrice: Elena Rovera
Luogo e data della registrazione: Bra, 1 marzo 1996

C’era una volta un re che aveva una figlia che si chiamava Ninìn e poi prima che è stato vedovo la sua moglie gli ha detto se vuoi puoi risposarti, prendi poi una ragazza che il mio anello gli va bene”, e lui ha detto “sì, sì”. E allora. ha lasciato passare qualche anno e poi ha detto:

“Ma mi voglio sposare, sono ancora giovane” e ha convocato tante ragazze, sai come fanno, ha fatto che venissero tante ragazze, ha fatto cena, tutto a posto, e poi ha detto : “Misuratevi questo anello, voglio vedere a chi gli va bene” e allora, prova all’una, troppo grande, prova all’altra, troppo piccolo, e sono passate le ragazze e l’anello non era andato bene.

Allora c’era, anche Ninin, la figlia, sua figlia, e ha detto “fammi un po’ vedere a me quell’anello”, ha provato, oh, l’anello è andato proprio a perfezione, ed allora, suo papà ha detto “Allora, lo sai che tua mamma aveva detto quello, mi devi sposare” e allora. Ninin ha detto”sì,sì”, “Mi devi sposare, perché tua mamma ha detto di prendere una ragazza che l’anello gli andava bene” e lei ha detto “Eh be’, io ti sposo, ma non su­bito. Voglio che mi compri un vestito che ha le stelle dentro, un vestito delle stelle”. E suo papà ha dato l’incarico, gira che gira e rigira, finché han trovato il vestito delle stelle. E questo vestito gli andava proprio bene ha detto “Adesso voglio ancora quello che ci sia la luna dentro, hai trovato questo, trovi ancora l’altro.”

Allora han cercato e han trovato quello della luna: tutti bene gli andavano, Ninin era anche una bella ragazza. Ha detto, “No, voglio ancora quello del so­le ” e suo papà ha detto “Ma, ci provo”, e ha dato l’incarico, era il re, “Fate il vestito del sole”, bello e ha detto” Ecco Ninin, vanta che me spuset.”  E Ninin gli ha detto “No, adesso ti sposo, ma voglio ancora quello”. Ninin che pre­tendeva al figlio del re di Francia, voleva, non suo papà, ah, la furbacchiona. Ha detto “Voglio che mi fai una bella camera e un paio di scarpe che camminano da sole, uno specchio che parla e un ramazzino e poi ci sposiamo”

E allora suo papà si è dato da fare, ha fatto una bella camera, gli ha comprato le scarpe che camminano da sole, lo specchio che parla e cos’altro? ah, e poi un ramazzino.

Allora poi dovevano poi sposarsi al mattino ,alla mattina dopo dovevano poi sposarsi e Ninin ha messo qui nella camera e ha dato ordine “Voi altre scarpe , domani mattina quando papà chiama, vi mettete a camminare, tu specchio rispondi e va tutto bene”.

Allora al mattino suo papà si alza e erano già le nove e non sente niente di sopra, camminare, niente, allora ha chiamato Ninin, son le nove” e lo specchio ha fatto: “ Oh adesso arrivo, le scarpette si son messe a camminare, tuc, tutuc tutuc, camminavano e il padre ha di nuovo aspettato un po’ e poi ha detto “ A momenti sono le dieci e non scendi” “ Adess i vu, adess i vu, i dog ancù na ramaseita da sì na ramaseita da là fin ohe la bele vest sa sporca pà” finché suo papà, eh erano le dieci, è andato a vedere: Ninin non c’era e suo pare ha detto “Ma se fino adesso camminava!” eh , le scarpette si son messe a camminare, tutuc tutuc, camminavano da sole e lo specchio parlava, ha detto “Oh, Ninin è partita ieri sera, sarà già in Francia a quest’ora” , oh, e il ramazzino ramazzava. Ah di “Va be’ eica, quella furbona , mi ha fatto fare tutto questo sacrificio per niente”.

E Ninin si era presa i vestiti belli che suo papà gli aveva comprato, qualche altro ve­stito o cosa , poi è andata in Francia a bussare al castello dell’altro re. E ha bussato, è venuto l’inserviente e ha detto “Non avete bisogno di una serva?” e quell’ altro ha detto “Ma no, sembra che siamo a posto come gente di servizio”. “Eh, ma prendetemi io non voglio niente di paga , voglio solo che mi diate un po’ da mangiare.” “E che cosa sa fare lei?” “Ma io faccio qualun­que cosa, io governo anche le galline e mi date niente di paga, mi date solo da mangiare”. Allora, quello dice “Eh be’, prendiamo questa ragazza , così, non vuol niente, e si adatta a governare le galline.”

Allora ha preso a governare le galline e ogni tanto l’inserviente, come fa, parla , un po’ in principio , e diceva ” ma, l’altra era intelligente, aveva studiato , era la figlia del re , solo che non si dimostrava. Finché l’inserviente sembra che l’aveva già presa un po’ in simpatia e ha detto al figlio del re, Ninin voleva il figlio del re. Gli ha detto al figlio del re: “ Sai ho assunto una bella ragazzina?” “E fa cosa?” Ma vieni a vedere una volta, la fai parlare, e ha detto che vuole governare le galline ele dessimo solo da mangiare, ed io l’ho presa. E i ragazz, sai come fanno, il figlio del re ha detto: “ E come si chiama?” “Si chiama Ninin”. E’ andato, ha fatto una conversazione e poi “ E’ vero, è simpatica” gli detto all’inserviente “Hai assunto una bella, ragazza” ” Ma te l’ho detto che è bella, e poi come sa parlare, come parla bene, è un peccato una ragazza così a governare le galline”.

Parlavano così e il figlio del re,aveva preso un po’ confidenza.

Dopo, una sera dava un ballo, sai come fanno, dava un ballo ed è andato da Ninin, gli ha detto “Ninin, ha detto, stasera diamo un ballo qui al castello, vieni anche a ballare?” “No, non sono mica capace a ballare, non sono capace, e ben solo guarda, io dormo, ballate pure”. Ma la furbetta, la sera, sapeva tutte le cose, era sempre vestita modestamente; ma si è presa il vestito con le stelle, si è presa il vestito delle stelle con le scarpette con tutti i nodi poi se l’è messe. Ha fatto il bagno, si è pettinata, puoi immaginarti. Allora , alle nove si presenta dentro quel ballo. Oh tutti la guardavano perché non c’era nessuno che aveva un vestito così, tutti la guardavano e il figlio del re è andato subito a chiamarla a ballare, non sapeva che era Ninin, l’ha chiamata a ballare, e quella ballava, era capace; è stata fino alle 11 così , poi è partita o cosa, a quell’ora non c’era più, alle 11 è andata via, è andata a dormire.

Ma la prima sera non ha avuto del sospette il figlio,e poi il giorno è andata a trovarla, andava sotto dove c’era le galline, sì che so. Ha detto “ Ninin, perché non sei venuta, a ballare ieri sera?” ” Ma io non sono capace, cosa vado a fare a ballare” “Oh c’era una bella ragazza, vedessi com’era bella e come ballava bene.” E lei gli ha detto “Ma assomigliava un poco a me?” ” Ah, buffassa d’na manignassa” – ho detto – “Rassomigliava, un poco a te? No! Non rassomigliava a te. ” e ha lasciato stare la cosa così, ma intanto tirava sempre di andarla a trovare, andava, stava un po’con Ninin a fare conversazione e poi ha dato di nuovo un ballo e gli ha detto “Ninin, questa sera c’è di nuovo un ballo al castello, se vuoi venire.” “No, io non sono capace.” “E vieni va, sì che non sei capace!”

“No, io non ci vado, immaginarsi gli altri come sono!”

Ma sì, quella sera si è messa il vestito della luna, era ancora più bella, il vestito della luna. Arriva là alle 9 e mezzo, oh, la guardavano tutti, crispe, sai come fanno, “Che bella ragazza, come è ben vestita” e il figlio del re la prendeva, subito. Quelle più belle sono per loro, e allora l’ha chiamata a ballare e lì la faceva parlare e si è ricordato ohe l’altra gli aveva detto “non mi rassomigliva anche un po’ nel parlare?” e ha detto “Fa guarda, che questa, qui mi sembra la nostra galliniera a parlare” ma lei ne ballava due o tre e poi partiva. E il figlio si era un po’ insospettito. E’ andato a trovarla al mattino “Ma perché ,Ninin, non vieni a ballare?” “Ma se non sono capace, cosa vado a fare, a fare delle figure?” “Oh, ma c’era di nuovo quella, ragazza, quella bella ragazza, se la vedessi, magari, tu la conosci “E ha detto rassomiglia a me?” “Ma no” “E no, un pochino non rassomiglia a me neanche a parlare?” E quello ha dettp: “Ma vera­mente a parlare rassomiglia un po’ a te.” Allora, niente. E il figlio la frequentava sempre, andava sotto dove c’erano le galline e la faceva parlare, la fa­ceva … ma lei non diceva, niente: chiamava chi era , tutto quello ma…

Allora ha detto “Voglio ancora fare un ballo , voglio vedere questa ragazza, se la posso, non so”. Allora ha detto “Ninin di nuovo domani sera c’è un ballo, un bel ballo,” ha detto” vengono tanti, perché non vieni anche te?” “Ma io non son capace a ballare” “Ebbene, anche se non sei capace, vieni!” “Ma no, non ci vado, non ci vado, non sono capace.”

Mentre ha detto “Questa sera mi metto quello del sole, il vestito il più bello, quello del sole” e si è messa il vestito del sole. Oh, per carità, splendeva. Come è entrata nella sala, tutti a guardarla. “Che bella, dove è uscita quella ragazza e lì così: bei vestiti: chissà da dove viene?”. E il figlio del re è andato a prenderla a ballare e ne ha ballate una o due e la faceva parlare e ha detto, mmmm aveva qualcosa che lo tormentava, ha detto “Questa ragazza qua”, allora ha preso l’anello ohe aveva al dito e gli ha regalato, gli ha regalato l’anello e lei l’ha preso. Gli ha regalato l’anello e andava bene, così l’ha fatta ballare; è di nuovo sparita, alle undici partiva e quella volta lì ha detto “ Ma questa ragazza qua la voglio vedere, voglio sapere chi è, perchè questa qui…” Al mattino è andato a trovarla, no al mattino ha detto, insomma ha fatto il malato e allora, quelli che vanno a. portare la colazione e il caffé gli ha detto “Voglio che mettete un bel tappeto, un bel tappeto dalla porta qui al mio letto e il caffé lo voglio a letto.” Allora, han messo un bel tappeto, e l’altro gli ha detto, l’inserviente che porta, ha detto “Ma suo figlio ha detto che vuole il caffè a letto, e lo vuole che glielo porti la galliniera” Quello, l’altro, ha detto “Fa che cosa, si è inventato adesso la galliniera – loro la chiamavano già ‘la bella galliniera’, perché vuole che gli porti il caffè a letto “Sua mamma ha detto, sua madre ha detto “Portateglielo, andateglielo a portare”

Allora ha detto “Ninin, c’è il figlio del re che vuole che tu gli porti il caffé a letto, stamattina, perché non sta bene” “Ah, che lo dia sì ” ha detto “Allora un momento, solo un momento che mi preparo un po’, perché vado così?”

Allora ha fatto il bagno , si è messa in ordine, faceva un’altra presenza di quando faceva solo la galliniera, il bagno e poi si mette tutta in ordine?

E il figlio ha detto “Adesso vedo(se è una ragazza povera, ci tiene a passare sopra il tappeto, a sporcarlo, io guardo.” Allora Ninin nianca fa du pass, è passata sopra il tappeto, va là, è arrivata: gli ha portato il caffè e lui pren­de il caffè,un cucchiaio, due, il terzo cucchiaio, il suo anello : “Ah”- ha detto- “ho capito chi è la ragazza che viene a ballare, che è tutta bella, sei proprio tu, vedi io ti ho dato l’anello ieri sera e stamattina … aaah”.

Allora si è alzato e non l’ha più mollata, si è alzato, si è messe a posto, è andato da sua mamma (Ma questo registra!) e ha detto “Mamma, mi voglio sposare ” e sua mamma ha detto: “Tutto in un colpo, che sei malato?” “Si” “E con chi ti sposi?” “Mi sposo con Ninin, la galliniera che abbiamo”. “Oooh, ha det­to, ma ” e la cosa era così. E allora “Adesso glielo diciamo a mio papà perché ci vogliamo sposare”. Allora sono andati da suo papà, è andato il suo fidanzato che la voleva sposare. Suo papà ha detto, tranquillo che questa è buona, questa me l’ha fatta”, oh, già, che papà.

Allora si sono sposati, la ragazza ha detto “Ma papà, vuoi che ti sposavo te?

Io te non ti sposo, non sposo mio papà”. “Ma tanto me l’hai fatta con me”. “Eeeh, ma intanto cosa ne fai dei soldi, allora hai comprato un po’ di vestiti “”Eh, ti sei fatta sposare” “Ma io volevo questo , non ti volevo te”. E’ finita.

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