O i pum o i prus o i meure

      

Testimone: Anna Rovera nata a Dronero il 27/02/1909, morta a Bra nel maggio del 2002
Intervistatrice: Elena Rovera
Luogo e data della registrazione: Bra, 3 aprile 1996

Una volta c’era un uomo che aveva tre figli , aveva tre figli e era rimasto vedovo, era rimasto vedovo con quei tre figli maschi , tutti e tre maschi. E un giorno ha pensato anche lì ha dì “Ma come faccio io con tre figli, tre figli e senza, senza una donna, e ne prendo una.”
Bene allora quei bambinetti crescevano, son venuti già alti , altini, erano già alti e facevano anche loro la campagna. E una volta, un anno c’era tante mele, tante pere come qualche anni ci sono tante, e allora suo papà un giorno ha detto : “Ne abbiamo tante, abbiamo tante mele e tante pere, ne portiamo a vendere, perché noi ne abbiamo troppe, e così comperiamo roba che abbiam bisogno. E un giorno gli ha detto “Vieni- avevano un asino- e io, prepariamo le mele domani mattina vai a Dronero, e così vendi le mele e compri un po’ di pane e un po’ di pasta che siamo senza, vedi che la mamma è là che fa le tagliatelle perché siamo senza, senza pasta” ” Sì, sì”
E allora han preparato le mele, da una parte delle mele , dall’altra parte delle pere: avevano due ceste, una per parte dell’asino, una di mele e una di pere. Al mattino si prepara il primo, il primo si chiamava Antonio , ha detto “Domani mattina, tu,Toni, vai a Dronero e compri.”
“Sì, sì” , non andava tanto volentieri, ma “Al mattino io ti chiamo un po’ presto”.
Suo papà l’ha chiamato ” Ehi, Toni eh alurO sa, [ndr. audio non comprensibile]” “Sì, sì”
E va quando è stato lì al Prà Sutàn , ah, sai, è passato, c’era un vecchio , ha detto “Oh, fiulèt, unde vas già di bun matìn parèi?” A dì “Vau a Drunìe” “E che pòrtes a vender?” “Eh, ma vus siè ben curius” non era di buon umore, “se portassi anche della merda, a voi che ve ne fa?”
E quel vecchio ha detto “Va, della merda avrai”.
E’ andato a Dronero “0 i pum o i prüs o i meure!” . Allora la gente son venuti  con le borse a comprare . Ma aveva risposto male a quel vecchio, e quelle mele erano tutte marce; quella gente ha detto “No” non l’han comprate , han detto “Ma, questo ci porta a vendere queste?”
Questo è tornato a casa senza roba, perché. A’ dì “Perché as nèn vendù i prüss?”
“Ma cume fasiu a vènde chei prüss, m’eve dà di prüss tui marss”
E suo papà ha detto “Gli ho dato quei marss? Ma abbiamo cercato quelle belle per vendere”
“Ah, eren tüi marss”
“Ah, no, a Drunìe a purtàr a vende i prüss, vai püro tü, mi vau puss, che la gent m’han svergugnà”.
Ma suo papà non ha saputo come prenderlo.  Lo so.
A dì “Bèn, dumàn vas tü- l’altro si chiamava Tàn – demàn vas tü, Tàn”.
E Tàn non andava tanto volenti e a dìe: “Preparè na sumà, perchè n’aven tanti e sien senso robo e senso pan e senso mìngiar. Ciàtes an pàu de pan, ciàtes de pasto e ciàtes an pàu de sucre, la matinà vulìu mingiar lu café , ma ai püs de sùcre”.
E va bene non andava anche tanto volen­tieri l’altro. Al mattino suo papà lo chiama , mettono la roba sull’asino e va. Quando è stato giù lì dal Puntèt, incontra di nuovo quel vecchio non sapeva perché erano scortesi, non salutava niente, passava senza. Ma il vecchio ha visto che non gli diceva niente, dice: “0 fijet, unde vas de bon matìn parèi”. A’ dì : “A Drunìe” “E che pòrtes a vènde?” ” E ma come  sis curius, si purteiso anche dla merdo? ” “Della merda avrai”.
Quello è andà a Drunìe, a San Bastian , ciamo turno: “0 i pum, o i pruss o i meure!”. La gente sono andati a comperare perché, ma come hanno aperto quella roba, tutte marce, puzzavano perfino. La gente ha detto “Ma questo qui ci prende proprio per scemi noi di Dronero”. Ba­sta, allora han detto ”Ma per questa volta è così, ora loro parlando à dì: “Ma se si presenta ancora una volta – uno diceva- io mi prendo un bastone !”
Eh, torna a casa , niente, senza roba perché ha detto che, ha detto “Ma come la roba era marcia? ma possibile che da ieri sera, che è preparata?” E il piccolino, si chiamava Gianèt, ha detto: “Papà, ben vengo io domani”.
Quello era ancora un po’ piccolo, e suo papà ha detto “Sei capace?” “Sì sì, io sono capace” “E va bene”. Allora sono andati a preparare e suo papà ha detto, è andato lui, il bambino, con suo papà, ha detto “Vedi la roba che metto, non posso più dartene tanto belli perché li abbiamo già cercati gli altri, adesso queste qui non son proprio, però la roba è buona” ” Sì, sì, papà, ci vado io”. E allora al mattino suo papà gli mette quella roba sull’asino e il bambino s’incammina. Quando arriva lì al Prà Sutàn, trova di nuovo quell’uomo, ha detto “Oh, come l’ha visto, ha detto – buongiorno, nonno!” e il nonno si è messo a ridere, ha detto “Ciao , bambino, ma dove vai già?” “Io vado a Dronero” “E cosa por­ti a vendere?” “Porto dei pum e dei pruss, ne volete?” Dice “No, quel vecchio ha detto- no, non ne voglio” ” E ma prendetevene – si è fermato- prendetevene, non son tanto belle, ma son buone, voi siete vecchio”. IL vecchietto ne ha prese due, se le è messe in tasca “Prendetene ancora”.
Ha detto “No, io ne ho basta, va” . E poi il vecchio lo guardava che il bambino era generoso, voleva dargliene ancora , l’ha lasciato andare, poi ha detto bambino, e tu non vuoi niente da me? perché sei tanto buono, mi hai dato le mele, le pere e il bambino ha detto ” Io, io verrei un organino, sai quelli che si suona li così, che quando io suono, gli altri ballano.” Il vecchio gli ha detto “E ben te’ l’organino” Gli ha dato 1’organino, poi andava contento, il vecchio dice che l’ha chiamato , ha detto “Oh, senti figliolo, eh ma vuoi solo un organino da me? te mi hai dato tante mele, guarda quante me ne hai date, mi hai riempito le tasche E allora il bambino, spensierato, ha detto “Ma io vorrei un sacco, un sacco che tutto quello che dicono che venga nel mio sacco che viene” “E ben te’ il sacco, te’ il sacco ” . E l’ha salutato “Grazie nonno”, si son salutati, è andato a Dronero. E come è arrivato lì, uhm, la gente quando ha sentito “0 i pum o i pruss o i meure” , qualcuno è uscito col bastone, ha detto “Quello ci prende proprio”, e invece sono arrivati lì quello ha preso le ceste che erano delle mele e delle pere proprio speciali, speciali, perfino il bambinetto è stato lì , a dì, “Guarda, papà, te detto che non erano più tanto belle, guarda come son!”. La gente “Ecco queste qui sicché è un bravo bambino, non gli altri che vengono a fare gli scherzi, e l’han comprati tutti ; ha preso tanti soldi, ha preso tanti soldi , allora ha detto, ha detto ” Adesso cosa compro “, ha comprato del pane, ha comprato della pasta , ha comprato lo zucchero, poi ha comprato d’altra roba avanzava ancora i soldi , ha detto “Ma ben poi i soldi li porto ancora a papà, ah, compro ancora della farina , perché la mamma diceva che faceva le tagliatelle e la farina si finiva “, ha ancora comprato la farina , poi è andato a casa, è andato a casa. Passando lì, venendo su c’era il macellaio, il macellaio sai come fa la vetrina, c’era il salame; il bambino à dì “Mi piacerebbe di portar un po’ di salame a papà”. E poi si è ricordato del sacco, allora ha detto: “Salame nel mio sacco ” e il salame è andato nel sacco , allora ha ancora preso della carne” nel mio sacco” e il sacco è andato. Oh il bambino ha detto “Papà sarà proprio contento”. Allora veniva su , quando è stato su lì, già sopra la Ruà, che veniva, quello era nell’autunno , avevano raccolto le mele, e l’autunno sai in te le runse vengono le more, nelle runse, e quello ha guardatogli bambino ha guardato, e c’era un prete , un prete che mangiava le more. Ha detto “Ma voglio provare l’organino, sai voglio provare se funziona”, s’è mes­so a suonare quell’organino, quel prete si è messo a ballare là in ti runce , e si guardava intorno, e ma sentiva suonare, doveva ballare, e  le runce si ciapavano alla toga del prete e il bambino rideva da matti , à di “Ma guarda, guarda là ” il bambino si godeva a vedere che Allora è andato a casa, e suo papà “Hai venduto le pere e le mele?” “Sì, papà, io le ho vendute, guarda la roba che ho comperato ” Oh , anche la sua mamma che era la matrigna ha detto “Ma guarda” , e suo papà ha detto ” Io non so” , non sapeva cosa pensare “Non so se, gli altri erano già alti, e si son presi i soldi e ad ogni modo loro han detto che erano marce” “Oh, erano belle, erano belle, la gente tutti contenti , ne avessi ancora avuto da vendere, ho comprato tutta questa roba e ho ancora avanzato dei soldi” . Suo papà contento da mat. E poi aveva, aveva comprato anche la farina , e un giorno sua matrigna, sua mamma si è messa a fare le tagliatelle con la farina , le tagliatelle con la farina, è passato un povero che passava a chiamare la carità, era un povero disgraziato che aveva solo una gamba, e l’altra gamba l’aveva di legno; allora quel ragazzino, ma un po’ per scherzo un po’ per, voleva, voleva vedere vedere il suo organino come funzionava.

Allora si è messo a suonare l’organino , oh, allora la sua matrigna con le mani infarinate , che doveva fare le tagliatelle, si è messa a ballare ha cominciato a ballare, e il bambino si è messo a ridere e quell’altra ha preso quello lì con la gamba di legno e ballavano, oh, il bambino, ma fin che sua mamma gli ha detto “Non suonare più ” e lui ha detto “Ma”,

“E ma sei tu che ci fai ballare perché”. E allora ( cristiani, dove son andata a finire dopo) ah, e dopo e così il bambino aveva il suo sacco, che cosa che diceva nel sacco “Vieni nel mio sacco” quello veniva . E un giorno , lui cresceva un bambino bravo, sai , senza vizi, niente, e un giorno passava per la strada e ha visto una bestia, una bestia, una bestia che lo tormentava , poi lui era diventato alto e i suoi, io non so più niente , aveva quel sacco e passava, quando andava in qualche po sto vedeva sempre una , una brutta bestia che lo tormentava, ha fatto, “Ma , aspetta me”, un giorno si è preso il sacco, e poi, passando di lì ha visto di nuovo quella bestia, ma gli è sembrato  di vedere due cornetti , ha detto:” Varda che quello lì” . Allora ha detto ” Diavolo nel mio sacco ” e quella è stata nel suo sacco , è stata nel suo sacco, ha detto “Adesso lo porto a Cartignan c’era quello che batte il ferro die lu mai, lu mai ; l’ha portato la, à die “Cosa mi prendi a sbrigarmi questa cosa ” e l’altro ha detto “Non hai mica diavoli, cosa vuoi che ti prenda , mettilo solo lì sotto”. Allora l’ha messa sotto il mai, sai quello batte ferro rosso, ah, quello si è messo a urlare “UHHH”, allora l’altro ha detto “Ma” “E ma voi avete detto che fosse anche il diavolo lo sbrignavate” E ha detto “Oh, sì, sì” Allora ha fatto battere l’ha fatto battere bene, l’altro urlava, faceva delle voci , e poi l’ha lasciato andare, si è preso il suo sacco dicendo “Non mi venire più a tormentare, eh, è da un po’ che mi tormenti”. E lì va che anche quel ragazzo è venuto malato , è morto, è morto eh, e allora quando era morto si è presentato lui si è preso solo il suo sacco e è andato la per andare nel Paradiso o nell’inferno o in qualche posto, doveva andare, ma, come ha aperto una porta è venuto quel diavolo che lui aveva messo sotto il mai , uh, come l’ha visto, per carità, uh, ha solo chiuso la porta , ha avuto paura, ha visto che , chiel à dì “E beh, in questo posto non mi vogliono , allora vado in un altro posto . Allora si è presentato alla porta del Paradiso , e lì, il guardiano, quello che c’è lì, ha detto, l’ha guardato poi ha detto ” Oh, ma te figliolo, non non ave, tu non hai chiesto il Paradisoavevi chiesto delle altre cose, sai, lì era il Signore, ma il Paradiso non l’hai chiamato ” E allora lui ha detto “E ben guardi , se non mi vuole far entrare, prenda questo sacco, il mio sacco” e l’altro ha detto “Il sacco sì” . Allora ha preso il sacco e lui hai detto “Io nel mio sacco ” e così è stato lui nel suo sacco e nel suo sacco sarà ancora adesso , sarà ancora adesso in Paradiso, nel suo sacco , hai visto lì?

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