I giochi

Accenniamo ad alcuni giochi dei quali abbiamo sentito raccontare da Giuseppe Rovera (Pinìn), classe 1915.
La mìngulo
utilizziamo la descrizione completa di questo gioco, presentato, con diverso nome (La lippa) sul sito http://www.vallimarittimeoccitane.it/

Per giocare alla lippa ci si doveva dotare di tre oggetti: la mazza, un bastone abbastanza robusto, lungo 80 – 100 centimetri, del diametro di 2 – 3 centimetri; la lippa, che era un piccolo cilindro, sempre di legno, del diametro sempre di 2 – 3 centimetri, ma lungo circa 20 cm, con le estremità smussate, e una pietra che si utilizzava da appoggio della lippa: questa si appoggiava sulla pietra in modo che avesse un angolo di circa 45 gradi con terreno e circa la metà sporgesse oltre l’appoggio. Si poteva giocare per strada, se non c’era passaggio, oppure in un prato o nel campo da calcio. stabilita la linea di partenza, con la mazza di colpiva la parte sporgente della lippa in modo da farla volare il più lontano possibile: per effetto del colpo sulla parte a sbalzo, la lippa volava girando velocissima su se stessa. Se possibile, chi ha lanciato la lippa in aria può cercare di colpire una seconda volta la lippa in aria in modo da prolungare il suo volo. Vinceva chi andava più lontano“. 

Ricevuto da Ivo Caldera
http://www.vallimarittimeoccitane.it/iGiochiDiUnaVolta.page

I butun
Sappiamo che in età scolare il piccolo Pinìn Rovera era solito tornare a casa con i pantaloni che gli cadevano giù. Questo perchè durante il tragitto dalla scuola di Santa Margerita a casa, a Ghio, Pinìn giocava con i suoi amici a lanciare i bottoni. Chi vinceva si impadroniva naturalmente dei bottoni degli sconfitti.

Non abbiamo notizie di altri giochi e questo ci fa capire che i bambini erano impegnati tutti ad andare al pascolo e a raccogliere legna, nella bella stagione. D’inverno la vita trascorreva in gran parte nella stalla e lì i vecchi li intrattenevano raccontando loro le Storie da Codighiu.
Le bambine, fina giovanissime, aiutavano a fare il pane e ad accudire i fratellini più piccoli.

Un aneddoto narra di due giovanissimi sposi che, chiamati in casa dai loro famigliari per accudire il loro bimbo che piangeva, stavano giocando a biglie e non si ricordavano di avere già una creatura della quale prendersi cura.

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