Storie di Masche

Testimone: Anna Rovera nata a Dronero il 27/02/1909, morta a Bra nel maggio del 2002
Intervistatrice: Elena Rovera
Luogo e data della registrazione: Bra, 29 febbraio 1996

Ciasmunscere iavio ei masce però come si fa, diceva, era, mia mamma anche , poi diceva:” Chei masce, e pure diceva, eppure la masche c’erano Ciasmunscere di­ce (‘Tu la scrivi? No, io la sto registrando’) e allora erano vicine, la nonna, di Rina e l’altra erano vicine, l’altra s’ciamava Co’ de Ciasso, e l’altra aveva tre figlie come fosse, da sposare, e la nonna di Rina aveva due figli e una figlia, tutti giovani e uno, sai, sarebbe stato lo zio di Rina, uno, è il papà di quello che è a Alessandria che io vi chiedo sempre, così, e allora questo era militare, Giustin, si chiamava Giustin e andava, veniva a trovare, veniva spesso a casa, veniva a trovare la ragazza, veniva lì a Co’ de Ghiu, quella stava vicino a noi , i nostri vicini, si chiamava Tinin era militare e quando veniva in licenza, veniva sempre a trovarla questa ragazza e allora, una volta, ma dice che già quella donna delle volte si lasciava scappare delle cosette, diceva, sai come fa , per scherzo, diceva “Dove sei andato? “E io lo so dove sei andato a Co’ de Ghiu, vai sempre a Co’ de Ghiu”.  E Giustin era         un militare ha detto “Ma quella strega là, cosa vuol sapere dove io vado, dove io vengo!”. E una volta c’era sempre un cane che lo seguiva, sempre un cane che lo seguiva, ha detto che gli veniva fin vicino non gli andava proprio vicino c’era un cane; chiel à dì “Speta mi” e allora una volta è venuto in licenza e è venuto a trovare quella ragazza e lassù c’era un pilone, sai che ci sono i piloni, allora un pilone, il primo lì, dice che vede di nuovo quel cane che gli veniva intorno, insomma un cane, e lui ha detto che l’ha presa un po’ male, sai quel cane si e avvicina­to un po’, e i militari avevano gli scarponi, era alpino, aveva dei scarponi e lì, senza farsi accorgere gli ha dato un calcio, sai, l’ha preso bene nel naso quel cane; dice che si è messe abbaiare, si è rotolato, e lui ha detto “Và al diavolo, sei sempre intorno a me. Allora, mentre poi arriva a casa e sua mamma era alzata, erano le due o tre di notte,  e dice:”Come mai mamma a quest’ora, sei alzata?” Dice” Oh, sto mac quiet, sto mac quiet, la visina qui le è venu­ta un’emorragia, gli è venuta un’emorragia, quanto sangue ha perso, le figlie mi han chiamata”. El fiol à dit ” Che il diavole la porti, se è venuta un’ e­morragia, un’altra volta non viene più intorno alla gente, lassa star”. Era proprio , lu se chiamava, Chei de  Ciasso.

Ma c’era, c’erano le masche. E quella donna difatti poi era tutta gonfia perché era quel cane, e lui gli ha dato il calcio ; loro volevano dir così, capisci.

Difatti dice che dopo non l’ha mai più visto il cane: è venuto a trovare la radazza, finché l’ha sposata, mai più visto. Ma già da piccolo, da piccolo, perché dice che le masche, anche le masche, non possono, non hanno, non possono fare a tutti quelle cose lì. E allora dice che una volta, e mia mamma diceva eppure magna Toinò, loro le dicevano magna Toinò ,magna Tinot, magna Toinot frema, non ci avrebbe racconta­to

quelle cose lì e dice che una volta la ragazza, avevano una sorella (più al­ta, la prima, aveva in braccio questo qui, che poi gli ha dato il calcio, era piccolo, e ha detto che l’aveva in “braccio fuori di casa ed è passata quella signora, è passata quella signora, sai gli ha fatto una carezza al bambino, ma l’ha accarezzato e la ragazza poi non capiva più niente, aveva la faccia girata indietro, si è spaventata la sorella, è andata da sua mamma , à dit “Mamma”, poi guarda, ma subito la mamma sgrida: “Ma tu cosa gli hai fatto?”. “Ma non gli ho fatto niente!” “Ma come non gli hai fatte niente?” e allora à dit “Questa qui è una cosa” E loro quando le capitavano di quelle cose andavano da una recadenè io non so se abitavi a giù di qua, andavano da quella gente lì.

Allora dice che questa signora qua gli ha fatto delle cose, sai, e gli ha detto “Là avete una vicina?” “Sì” “Si chiama così” dice “E si chiama così” Dice “E ben domani mattina.”

Papà e loro erano andati han portato il bambino lì, la mamma ha detto “Mettiti lì, dietro la scala, quella signora passa lì di buon mattino, à dì, tu con un bastone, ma fai le sul serio, né?” dici “Adesso se mi dai il mie ragazzo, il mio bambino corre era prima, altrimenti la tua fine è fatta., non ti lascio più far niente”.

L ‘altra, dice, è passata lì, e suo papà gli ha detto quello: “ Di ma ti, te ne do , ti lascio morta!” e questa dice che è stata lì, ha detto “Ma il bambino è a posto! Allora è andata dentro e il bambinetto eh, la faccia era a posto. E come dite voialtri di questa cosa, vedi, una cosa pazzesca; eppure mia mamma dice  e pure magna Toinot e barba Gianni non stavano a contarci queste cose se non era vero. E poi a Muscere si era anche sposata Angelina, Angelina era la sorella di questi qui di Alessandria, loro erano poi i nostri cugini e Angelina l’ha raccontato, proprio a me, così parlando a mamma e a me,  e Angelina 1’ha detto: “No a Muscere  c’era delle masche , dice, e a me non mi volevano bene, piangeva e ha detto ma già con suo marito, ha detto che suo marito, le masche non potevano fare del male a tutti, ha detto: “Io non so, non so che c’è, non l’ho vista ma a mio marito ha detto che si metteva lì e masticava masticava e perdeva le bave e io gli dicevo “ Ma non fare quello lì, si chiamava Culin, “Eh io non posso fare differente” e fin che l’altra lo lasciava stare in pace.  Pensate poi ha comperato un bambino, un maschietto, e dice: “ Io avevo comprato un bambino, un bel bambino; mentre una notte sento il bambino che piange, sa come si fa le mamme, accende la luce, allora accendevano il lume e il bambino non c’era  più lì vicino alla culla e piangeva.  Suo marito è subito sceso dal letto e il bambinetto era sotto il letto, piangeva perché era sotto il letto e loro “ Noi non l’abbiamo sentito, non abbiamo visto nessuno, abbiamo preso il bambino, l’abbiamo di nuovo messo nella culla”. Angelina ha detto “ Poi non stavo più tranquilla.”

Poi mi raccontavano delle cose delle Muscere, “ E poi una notte sento come, c’erano delle ringhiere di ferro, come qualcuno che suonasse dan dan dan; ha detto “Ma cosa c’è?” E dice che suo marito è uscito fuori a  vedere: c’era niente e quello suonava dan dan dan , come suonasse la pasò, come dicono. E Angelina à dì: “ Cosa volete fare?” Il bambino che stava bene, il bambino è morto. Quello l’ha raccontato Angelina proprio davanti a me e a mia mamma, e c’ero anch’io, ero già alta io. E ben cosa dite voialtri?”

Intervistatrice: Quando lei ha sentito suonare, c’erano le masche, e poi il bambino era morto?

Testimone: E poi il bambino è morto, dice che suonavano come suonare come suonano la pasà, come dicevano.”

Intervistatrice: Ma non erano le campane che suonavano?

Testimone: No! Suonavano lì davanti, davanti a sua casa, al suo balcone, la sua stanza , eppure mia mamma diceva anche, diceva “ Ma, io non so credere delle cose così, eppure dette da questa gente che conosciamo bene, che non dicono le cose per un’altra, era così, dice che su qualcuno potevano fare del male, su qualcuno, non su tutti. A quello Giustin, l’avevano perseguitato da piccolo  e poi lo perseguitavano quando andava  a trovare la ragazza finché gli ha dato quel calcio nel muso e dopo ha detto che non gli ha mai più detto niente.”     

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