Ureio de caval

Testimone: Anna Rovera nata a Dronero il 27/02/1909, morta a Bra nel maggio del 2002
Intervistatrice: Elena Rovera
Luogo e data della registrazione: Bra, 13 marzo 1996

Una volta c’erano tre amici, erano forti, giovani, robusti, erano anche aman­ti dell’avventura.  E uno si chiamava Urèio de caval, l’altro Strassabòsc, l’altro Strassafèr.  Allora Urèio de caval era il più coraggioso e gli ha detto agli altri:
“E se andassimo per il mondo a cercarci un po’ di fortuna? Cosa facciamo sempre qui?” e gli altri due han detto: “Sì, sì”. E Urèio de caval si è fatto fare una bella sciabola, era più avventuroso degli altri, era più coraggioso. “Andia­mo”. Allora sono andati, si sono incamminati e andavano a cercare fortuna.

Cammina, cammina per i boschi e per i monti, eh, si faceva notte, e allora han detto: “Adesso ci tocca passare la notte al freddo. Così trovassimo qualcosa da rifugiar­si!” Ah, non si allontanavano più da quel posto e giravano lì.
E c’era un bel bosco e mentre han trovato una casa, un castello, sembrava un castello. Han detto: “ Guarda qua” e già, gira intorno e non trovavano la porta. Han detto “Eppu­re una casa senza porta!”, e han detto: han trovato un portone, in un cantuccio c’era un portone e han detto: ” Qui c’è il portone dove entrano”. E chiama, bus­sa, nessuno rispondeva. Allora si è fatto notte e Urèio de caval ha detto: “Se nessuno risponde, vuol dire che proviamo a entrare”. Il portone era duro, ma ha messo la spada sotto e l’ha rovesciato, ha rovesciato la porta e allora dentro. Chiama qui, chiama là, niente. Ad ogni modo questa notte la dobbia­mo passare qua se piove, però uno deve fare la guardia e gli altri due dormo­no, perché non sappiamo, eh, non tutta la notte, facciamo due ore per uno.” Han detto: “Sì, sì”. E allora due si son messi a dormire, erano stanchi, l’altro stava a guardare. E’ passata la notte, nessuno si è mosso, nessuno li ha disturbati. E loro han detto: “Ma, in questa casa…, eppure si vede che c’è stata della gente, adesso forse non c’è nessuno”. Allora han detto: “Andiamo al­la caccia, siamo nel bosco, ci prendiamo una lepre o un uccello, poi lo man­giamo, ma uno deve sempre stare a far la guardia e due andare”. E Urèio de caval dice: “Vuoi stare tu, Strassabòsc??” Strassabòsc, gli altri due erano un po’ più spauriti, Urèjo de caval era il più forte. Han detto: “Be’, stiamo noi. Be’, alle undici, così, fai solo un fischio, noi ci aggiriamo solo qui intorno; fischi e noi veniamo a casa. E se  c’è qualche pericolo, ci chiami.” L’altro ha detto: “Si, sì”. Allora è stato lì, è stato lì, ha girato, girava per le stanze. Oh, in un posto c’era un po’ di magazzino e ha detto: “Ma guarda che c’è proprio stata della gente”, allora ha guardato nel sacco e c’era del riso. Ha detto: “Guarda che qui c’è del riso, allora io posso fare un po’ da mangiare agli altri due che arri­vano, posso fare un po’ da mangiare, mangiamo il riso e se portano qualcosa”  Allora era lì, che guardava, quella cucinetta, le pentole, ma è entrata una vecchia, si è presentata e ha detto: “Oh, bel fiòl, e cosa fate qui” e l’altro ha avuto un po’ paura, sai perché era un po’ pauroso. Ha detto “Oh, voglio fare un po’ da mangiare. Eh, ieri sera ci siamo trovati qua e abbiamo.” “Oh, avete fatto bene; e che cosa fas da mangé? E fau an pau de ris “. ” Ma al ris lei pà bon a l’aigo; nel ri­so bisogna mettere il condimento” “E ma mi nai niente, non ce n’ho” “Ma vi faccio vedere dove c’è.” L’altro sìcchè va a pensare, e l’ha, por­tato lì in uno scantinato e lì c’era un bel lardo attaccato. Ha detto: “Prende­tevi lo scagnetto e tagliatevi una bella fetta di lardo, così il riso sta buono. L’altro prende lo scagnetto, va lì per tagliare il lardo, quando zac quella vecchia, aveva un falcetta o cosa sotto il grembiule, e gli ha tagliato la gamba. Questo dal male è caduto e la vecchia è andata via, non l’ha più vista. E allora cosa fare? E’ stato un po’ lì e poi si è medicato la ferita, ma non gli ha detto niente agli altri. E loro hanno aspettato, sono arrivate le undici, quello non ha fischiato, perché aveva messo a cuocere il riso, ma non ha fischiato perché è stato male, l’altra gli ha tagliato la gamba. E allora Urèio de caval ha detto: “Ma andiamo a casa, a vedere se gli è successo qualcosa”.

Sono andati a vedere e lui si era allungato, lì c’e­ra una poltrona, un letto o quello lì e ha detto “Come mai?” ” eh – ià dit mi son sentito male e non ho potuto andare a fischiare” Non glielo ha detto e ha detto: “Ma là sul fuoco c’è del riso che cuoce”. Loro l’han creduto e non l’han creduto. Urejo de caval era furbo, l’altro invece; e sono andati lì, han guardato, e c’era il riso,  si son presi il riso, l’han mangiato e non gli ha detto niente  della vecchiaccia che gli ha tagliato la gamba. “Ah, be’, domani stai tu Strassafer e noi due andiamo alla caccia” e Strassafer ha, detto: “Ci sto io” . Mentre l’altro era di nuovo lì che faceva, voleva fare il riso, e si è presentata di nuovo la vecchia, e la vecchia, che sapeva tutto, dice: “Oh, bel fiol, e cosa feve?”. A dì: “Cosa volete che faccio, faccio un po’ di riso, noi siamo di passaggio, così, così” “E cosa mettete di condimento?”  “Eh , metto niente, perché ho niente ” Ma no che ce n’è, venga, mi ai fau vedi”. Allora l’altro , eh, non erano troppo esperti, è andato: “Prendi lo scagnetto e sali lì, taglia una bella fetta di lardo, e quello è un buon condimen­to.” E quest’altro ha fatto la stessa fine, prende lo scagnetto, ma mentre che guarda su, zac la gamba, la vecchia sapeva tutto, ma poi andava via. Alle undici non ha fischiato e Strassabosc ha pensato: “Chissà che questo qui non abbia fatto la mia fine, ma bè andiamo a vedere”. E allora han trovato di nuovo là quello lì: “Eh, mi son sentito male” e Ureio de Caval a die: “Ben, domani ci sto io, voialtri andate fuori, riguardatevi”. E Ureio de caval ià dìt: “voglio vedere, qui c’è qualcosa che non va, c’è qualcosa che non va”. Ma lui aveva sempre la sciabola ficcata nei pantaloni e allora fischiava. Quello era lì che fischiava tranquillo, oh , arriva la vecchia “Oh, bel fiol, come mai che seve sì?” Ià dit: ” Come mai che sono qua? eh, siam venuti io e i miei amici a cerca­re fortuna, adesso sono andati alla caccia per vedere se troviamo qualcosa da mangiare” “E adesso cosa hai messo a cuocere?” ” Ma io ho messo a cuocere un po’ di riso, perché ho trovato solo il riso” “Oh, ma c’è anche del lardo, vieni, io ti faccio vedere” E Urejo de caval a dit: “Qui c’è stato il tradimento”, allora è andato là, ma “Prendi il coltello – dice – vai” “Il coltello ce l’ho” e allora si è preso la sciabola dalla, cintura, e gli ha detto “Tagliane una fetta, vedrai che il riso sta buono”, Ureio de caval ha detto “Oh, certo” ma, men­tre che un occhio, ha fatto finta, con un occhio di guardare sopra, ma guardava la vecchia, quella, tira fuori da sotto il grembiule una falcetta e lui invece zac, gli ha tagliato la testa, gli ha tagliato la testa alla vecchia. Quella vecchia, come si è tagliato la testa, si è presa la testa, se l’è messa nel grembiule e poi è partita, e lui gli è corso dietro ha detto: “Questa, questa qui senza testa, dove può andare?” E gli è corso dietro, ma lei ha trovato un buco là e si è passata in quel buco come fosse un pozzo “Oh, ma guarda qua” e Ureio de caval ha detto: “Ho capito adesso e non mi han detto niente”, allora è an­dato, gli ha fischiato, agli altri due di qua. E allora loro due si sono detti “Andiamo a vedere”, si sono detti “Ma questo non ha neanche paura del diavolo”. Sono andati a vedere: “Ah, venite a mangiare, venite a mangiare, adesso mi spiegate la malattia, che avevate” e loro han detto: “Perché tu no hai visto niente? Ià dit: “Io sì, ho visto una vecchia, una vecchiaccia che è venuta qui a dire che io tagli del lardo per fare del riso, ma io invece di tagliare il lardo, gli ho tagliato la testa. Adesso poi mangiamo, poi l’andiamo a cercare; io ho visto dove si è nascosta”.

Allora han detto: “Ma questo qua”. ” Sì – ha detto – poi andiamo a cercare la vecchia”. Allora han mangiato il riso, tutto a posto. Ha detto “Adesso andiamo a vedere, la vecchia si è gettata in questo buco, l’ho vista io, ma non so dove è andata” – ha detto – forse, se qui dentro c’è la vecchia, possiamo andare anche noi, no?”. E han detto “Sì, sì”. Allora han detto: “Questa casa, questa casa è la casa di un drago, ma ci sarà solo più la vecchiaccia”. E han detto: “Adesso cerchiamo se troviamo delle corde, qualcosa, noi non ci gettiamo come la vecchia, perché ci leghiamo, due tengono e uno scende” Han detto: “Va bene”. Loro han trovato là delle corde, delle ceste, di tutto erano a casa del Marcand.  Allora han detto “Co­me facciamo? Chi è che scende per primo? Scendi tu Strassabosc’7” “Eh – ha detto – scendo io” “Finché ti senti, quando non ti senti più di andare giù, suoni il campanellino e noi ti tiriamo su”.  Ha detto “Va bene”. Erano amici e l’han le­gato bene in quelle corde, proprio legato bene. Questo si è messo in quella ce­sta e si è lasciato calare un po’, un po’, poi aveva, paura, quello era profondo. Ha suonato, l’han tirato su. Han detto “Cosa hai visto?” “Io ho visto niente, perché è tutto scuro, è sempre scuro”. Ma Urejo De Caval ha detto: “Ep­pure la vecchia, l’ho vista io        le son corso dietro, che è saltata lì dentro. Scendi tu Stassafer?” “Scendo io” Allora ha detto: “Quando non ti senti più, suoni il campanello” e l’altro è andatoci po’ più giù che l’altro , dalla cor­da, è andato più giù, ma poi ha suonato e loro l’han tirato su. Han detto: “Cosa c’è là?” “Ma io non, è tutto scuro, tutto scuro e io ho avuto paura”. E Urejo de caval ha detto: “Adesso vengo io – aveva anche ragione- ci vengo io, voialtri due quando suono mi tirate su”. “Sì, sì”. Allora Urejo de caval aveva sempre la sua sciabola, non se la toglieva di dosso. Va giù, va giù, più in giù che loro e allora ha detto: “Ma guarda!” Ha detto, va ben anche se tirate poi su la cesta vuota, la riman­date poi di nuovo giù”. “Sì”.
Ha suonato, l’han tirata su: vuota. Han detto: “Ma adesso stiamo vedendo che cosa succede, se viene ancora su o se si perde là”.

E là c’era un’altra casa, era come una casa, aveva delle camere e questo si è messo a girare. Oh, mentre là in una camera c’era una ragazza, una ragazza che è stata sorpresa e dice: “Ma per carità e come ha fatto lei a venire qua” “Come ho fatto? E lei come ha fatto?” A dì, “Ma noi c’era una strega ci ha rapite, c’è ancora due mie sorelle, ci ha portate; una strega, ci ha portate qua. Oh, ma io, se mi libera, io le do una mina di marenghi d’oro”. A dit: “Eh be, vuoi uscire?” Questa si è presa la sua mina d’or e l’ha messa sulla cesta, ha suonato, gli altri hanno abbassato, ma dici che sei la sposa di Strassabosc” ” Sì, sì.” Mentre c’era una bella ragazza, una mina di marenghin d’or! Oh, loro sono stati, dice: “Eh?” “Ah, il ragazzo è ancora giù, perché là c’è ancora le mie due sorelle. Adesso, se può trovare, mandate giù la cesta, e io sono la sposa di Strassabosc”. Oh, Strassabosc è stato contento. E mentre Ureio de caval girava per quella casa, mentre va in un’altra camera, trova un’altra ragazza’. La ragazza, è stata lì, “Ma come ha fatto lei a venire qua?” “Eh, son venuto, e lei come ha fatto?” “ Ma una strega mi ha rapito, dice, c’è una strega, mi ha portata qua” “Ebbene te vuoi uscire?” Ha detto: “Ma certo. Ma poi c’è ancora una mia sorella” “Adesso tu, se vuoi uscire, io poi vado a cercare ancora tua sorella”. E questa ha detto “E io ho due mine, aveva due mine di maringhin d’or” “E ben prenditi i tuoi soldi e va, lassù, dici che sei la sposa di Strassafer e poi mandate giù la cesta.” E loro tirano su un’al­tra ragazza, con due mine di marenghin d’or. Oh, e quella ha detto “Io sono la sposa  di Strassafer.” e l’altro è stato contento e ma sai son finite già un pochino di gelosia, uno una mina di marenghin d’or, l’altro due mine e han detto “E il ragazzo?” “Ma il ragazzo è ancora giù, perché deve liberare una mia sorella, speriamo che se la può liberare, che la trovi.” E laggiù Urejo de Caval gira per le stanze, mentre là c’è un’altra ragazza, un’altra ragazza bella. “Oh, ha detto, e come mai? chi è lei?” A dì: “Mi siu Urejo de caval” “E come ha fatto a venire qua?” “E lei come ha fatto?” “Ma, c’è una vecchia, una vecchiac­cia, e  dice, ci ha portate via io e le mie sorelle” “Eh ben, le tue sorelle le ho già liberate” “Ma io, se mi vuole per sposa, io la sposo, ho tre mine di marenghin d’or”. “Tre mine – dice – ben vieni” Allora ha suonato il campanello, loro mandavano giù la cesta; e ha messo su la ragazza con i suoi soldi: “Ades­so vai là, dici che sei la sposa, di Urejo de caval. E allora l’han tirata su l’altra ragazza, era un po’ più giovane delle altre e aveva tre mine di ma­renghin d’or. Son stati un po’ gelosi, son stati un po’ gelosi, senza pensare che alla fine li aveva liberati. Allora poi gli ha detto “Mandami giù una cesta che viene su il ragazzo” e loro dice che, sai, sembrava che non volessero più mandare la cesta. Oh, la ragazza dice che ha implorato “Non fa­te questo”, e loro han mandato giù la cesta, ma han tardato un po’, han tardato un po’ e Ureio de caval si è inso­spettito e stava là e: “Ma le altre volte veniva subite giù la cesta e adesso!” E allora dice che è salito e loro han tirato su e poi han tagliato le corde, han; tagliato le corde e lui è di nuovo andato giù , non ha potuto più salire. Ah, Ureio de caval a dit “Guarda lì, va a veder che cosa si son pensati i miei amici; adesso come faccio io se loro non mi tirano su?” così ha detto. “Eppure quella vecchia non l’ho ancora trovata; quella vecchia, io l’ho vista venire qui dentro, ma non l’ho ancora trovata; adesso la vado a cercare.” Loro lassù quando han visto tirar su la corda vuota, han pensato che lui si era ammazzato lì o che. Oh , le ragazze dice che imploravano. Allora ha detto “Eh, gli amici mi hanno tradito, io vado a cercare la vecchia”.

Si è messo a girare in quel castello, c’era delle stanze, passa, in una passa in un’altra; mentre entra in una stanza la vecchia, uh la vecchia, come l’ha visto, dice che si è spaventata, si è rannicchiata là in un posto, l’ha subi­to visto che era quello che le aveva tagliato la testa. Ah, Urejo de caval ha detto “Ah, sei qui?” “Eh, sì” “Ebbene io ti avevo tagliato la testa lassù e tu l’hai di nuovo presa; adesso se mi insegni ad uscire da qui dentro, perché se riesce tu a uscir di qui dentro, altrimenti ti finisco, sia finito tut­to” “Ah, per carità , io vi insegno, io vi insegno, non fatemi niente, eh, io sono vecchia”. Ha detto “Sì, sì, sei vecchia , ma…” Allora che l’ha detto “Io vi insegno”, allora dice che ha chiamato, a suo modo, si è presentato un uccellaccio , una cosa grossa, come fosse un aeroplano, sai, allora ha detto “Porta questo giovane fuori di qua, devi portare questo giovane fuori di qua”, gli ha detto a quella bestia e quella ha detto “Sì, sì” e allora quella vecchia gli ha dato della carne e ha detto “Te, quando fa ‘qua’ ha fame e tu tagli un pezzo di questo, glielo dai” come faceva lei. Allora, gli ha dato un pezzo di carne.

E gli altri lassù non pensavano mai più a Ureio de caval.

E ha detto “Sali sopra di me, ha detto l’uccellaccio, sali e stai tranquillo”.

Allora quell’uccellaccio si è messo a volare, ogni tanto faceva ‘qua’ e lui ta­gliava un pezzetto di carne e glielo dava in bocca. Mentre dice che erano già quasi fuori, sai, vedeva già chiaro, e questo uccello ha fatto ‘qua’, carne non ce n’aveva più, ma non è stato lì e si è tagliato un pezzo di gamba, un pezzo di polpaccio, e gli ha lanciato; questo ha fatto ‘qua, qua’, eh, no, non mi piace, ma io ti porto uguale.” allora l’ha, gettato via, non l’ha mangiato, ma è uscito. L’altro si è visto lassù all’aperto, a posto; e ha detto “Adesso voglio andare a trovare i miei amici”. E loro dice che erano là, andava­no alla caccia, sai com’è, niente. Ureio de caval sapeva già tutte le cose, do­ve andavano. E’ andato, ha detto” Vado a cercare, perché non è così che si trattano gli amici”. Allora Urejo de caval è andato: oh, loro come l’han visto, ave­va la sciabola che luccicava al sole “Guarda te, quello è uscito, ma guarda che questo qui e adesso era uscito. “Le ragazze, contente, ma gli altri due . Eh, allora Ureio de caval si è avvicinato e gli ha detto: “Ciau. E’ così che si tratta­no gli amici? Io voialtri vi ho trattato bene e voialtri mi volevate lasciar stare là dentro; ho dovuto aggiustarmi da solo e adesso?” Oh, gli altri due dice che si son messi in ginocchio perché, e allora ha detto “Non è così che si trattano gli amici” e gli ha tagliate la testa a tutti e due. Le ragazze sono state bravissime, le ragazze han detto “Ma noi l’abbiamo detto, non fategli quello”.

E le ragazze erano sorelle, e ha detto: “Io, io mi prendo la mia sposa, le altre due, che avevo dato in sposa agli altri due, “State pure con noi”. “Sì, noi stiamo con voi, facciamo le serve, facciamo” “Sì, sì, voialtre non avete da te­mere, voialtre, ma gli altri due non posso perdonarli, perché gli amici non si trattano così. E gli ha tagliato la testa e lui ha avuto tutte le ragazze e tutti i marenghin d’or e la vecchia è stata là dentro.

E’ finita.

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