La fisarmonica


La fisarmonica a bottoni accompagnava il ballo nei giorni di festa (i matrimoni, le feste religiose).
Lo strumento, per quanto risulta dalle testimonianze raccolte, era suonato dagli uomini.
Negli anni ’50 il figlio di Anna Rovera, Sergio Rovera, nato a Bordighera il 30.11.1938, ereditò dal padre Magno la passione per la musica. 
Si applicò allo studio della fisarmonica e raggiunse altissimi livelli, fino a vincere in Francia un Campionato internazionale.

Fu poi la madre a frenare nel figlio la passione che lo avrebbe portato a girare il mondo, mentre lei lo preferiva vicino, a Bra, dove nel frattempo si erano trasferiti, a proseguire l’attività di acciugaio.

Fino alla sua morte Sergio fu uno dei perni della vita sociale di Ghio: ogni sera, ogni festa, lo vedeva sul Calatà, (lo slargo in cui i borghigiani si raccoglievano per riposare, scambiare opinioni, raccontare aneddoti ai bambini e, soprattutto per cantare e ballare), con la sua fisarmonica, per ore ed ore, alternando l’accompagnamento ai canti della borgata con l’esecuzione magistrale di brani di musica classica.


Sergio Rovera fu anche un valente compositore e varrebbe la pena dedicare una sezione del futuro Museo anche alla sua opera.

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