Il grano al mulino: de ni mino ‘n cup

C’era una volta una donna che aveva un figlio, e quel figlio era un po’, un po’ scemo, un po’ fol, come si dice, e lei era vedova, e poi era già venuta vecchia. E una volta gli ha detto: “Toni, vai al mulino, va’, siamo senza farina e digli così’ : ” de ni mino ne lassi ‘n cup ricordati, neh?” “Sì,sì.”

Allora è partito con ni mina di grano, o di segale, è andato. Solo che andando giù, era scemo, e diceva: “De ni mino n’cup, de ni mino n’cup” , tanto per ricordarsi.
E’ passato là in un campo, c’era il contadino che seminava e lui si è fermato un pochino a guardare, diceva: “de ni mino n’cup”.
L’altro gli ha dato un po’ a mente: “Ma cosa dici tu? Che ne semino una mina e ne ricavo un cup?
[…]”

da Toni fol, Storia da Codighiu, raccontata da Anna Rovera, classe 1909

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