La guerra

Testimone: Anna Rovera nata a Dronero il 27/02/1909, morta a Bra nel maggio del 2002
Intervistatrice: Elena Rovera
Luogo e data della registrazione: Bra, 20 marzo 1996

Anna Rovera: Un giorno ho visto dei giovani ballare e ho detto a mia mamma “E c’erano dei ragazzi della Cumba : poi sai, mamma, quel ragazzo che tu dici che è il tuo cugino”, “Ah – mia mamma diceva -, ah, c’era anche Culinèt?” “Eh, e poi ha baciato Ninìn”. Mia mamma si è messa a ridere, oh, ma : “Sì, sì, ha baciato Ninìn, ballava, era della Cumba”
Mi ricordo di quello, e poi, povero ragazzo, è andato a milita­re, è stato prigioniero, la guerra del ’15 è stato prigioniero nell’Austria, è morto di fame. Ma era un ragazzo vispo, eh, un ragazzo vispo, e anche furbo, guarda che poi da là non ci sarà tanti che son venuti, però lui è venuto in casa, da prigioniero, è venuto a morire lassù alla Cumba; e io andavo a scuola a quel tempo, a quel tempo io andavo a scuola, e allora so che era di lunedì, di lunedì, magari la gente che sono arrivati da Dronero, han detto: “A Dronero c’era il figlio di Culìn” si chiamava Culìn, ma la mamma, c’era suo zio, era il figlio di Culìn Furciulin, “ma i suoi e la sua gente, magno Nino, e la no­stra gente, e lo dicevano a mamma, sai, a allora avevano già provato a mandar­gli anche della crusca, e quel ragazzo dice che lo facevano morire di fame, che noi mandassimo del pane, qualcosa, non gli davano, non glielo davano da mangiare, mangiavano loro, sai che quelli hanno perso la guerra per quello lì, eh, han perso la guerra per la fame, e l’Austria, e che avessero provato a mandargli di brèn e i suoi avevano provato a mandargli della crusca, basta quel ragazzo era arrivato, oh, per carità, mi ricordo delle cose, era arrivate quel ragazzo a casa, però l’avevano preso mentre scappava, l’ avevano picchiato, era, scappato, se non scappavi in campo di concentramento, l’avevano picchiato, e così, basta, poi è venuto ancora a sua casa, ma è morto. Io so che la nostra maestra, la mia maestra che faceva scuola, veniva sempre a fare le iniezioni lì alla Cumba, a quel ragazzo, veniva a fare le iniezioni alla Cumba, era arrivato quel ragazzo, la mamma è andata a vederlo, perché era suo cugino. Oh, poi quando gli han fatto il funerale, suo papà l’ha trovato a Dronero, dice che suo papà, quando ha visto quel ragazzo dice che quasi gli è svenuto, era irriconoscibile, eh, era morto di fame, l’han trovato lì a Dronero, suo papà non credeva mai più di trovare il figlio, e allora suo papà l’ha accompagnato, son andati in caserma lì a Dronero, c’erano gli Alpini, son andati in caserma a consegnarlo, perché , e poi basta è venuto ancora, non so, un mese o due, è morto, ma prima di morire gli aveva detto a sua mamma, tu non sai perché, loro abitavano lì alla Cumba, e avevano due finestre che guardavano la nostra strada che va a Co’ di Ghiu, che gli ha detto a sua mamma: “Mamma, aprimi ancora una volta la finestra, voglio ancora vedere dove son passato tante volte”. E veniva sempre a Co’ di Ghiu, veniva sempre a trovare quella ragazza. “Voglio ancora vedere una volta dove seno passato tante volte”, e poi era morto. Allora era venuto su gli Alpini, era venuto su gli Alpini a fargli il funerale, il tenente. E io non ero andata al funerale, io ero ancora piccola, ma avevano fatto il funerale e son venuti anche gli Alpini, e lì la gente piangeva tutti e allora dicono, poi l’han portato gli Alpini sulle spalle, e anche sopra la bara gli avevano messo la mantellina e il cappello da alpino, e il tenente ha fatto il discorso, oh, me lo diceva sua sorella dopo, diceva: “Tua mamma come piangeva”, e mia mamma era suo cugino, la sua sorella, sua sorella aveva due anni più di me, Ninetta si chiamava , e mia mamma era sua cugina e o

Intervistatrice: E l’hanno seppellito alla Margherita? •

Testimone: L’han seppellito alla Margherita.

Intervistatrice: E come si chiamava?

Testimone: Si chiamava Demaria, Demaria Giacomo.

Intervistatrice: Quindi più o meno è morto nel ’18?

Testimone: Si, sì, sì, alla guerra

da ………………………..

“…una volta non era come adesso che van fare il militare, poi basta, li richiamavano, perché una volta, ogni tanto, ogni cent’anni, facevano la guerra, 1a guerra. Io mi ricordo che papà è partito due volte e una volta c’era la mamma che piangeva, ma dal tempo, proprio al tempo del fieno, partiva, doveva, andare a fare, il militare, si chiamavano ‘i richiamati’. C’era il re e loro facevano la guerra, capisci, loro volevano aveva sempre i soldati pronti che sapessero tutte le cose. E mi ricordo due volte che papà è partito, da richiamato; una volta la mamma diceva; “Ma guarda, una volta io con quattro o cinque bambini”, una volta li facevano stare solo venti giorni , eh, già, solo venti giorni, qualche volta un mese, forse quei con quattro bambini eh, già solo venti giorni, e una volta andavano i suoi fratelli di mia mamma, venivano ad aiutare, e una volta li richiamavano ii militari così, adesso no, adesso non li richiamano più”.

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